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Strutture ricettive Tuscia Welcome
Aziende Marchio Tuscia Viterbese

Denominazione
Tipologia
Comune

Sapori

 

 

 

 

I VINI - Le caratteristiche del terreno e la lunga esposizione ai raggi solari nel corso dell’anno, fanno della Tuscia una zona indicata per la  produzione di vini di qualità. Una lunga tradizione enologica acquisita nei secoli ha portato recentemente alla istituzione della STRADA DEI VINI DELLA TUSCIA, l’itinerario enogastronomico che attraversa le zone di produzione dei vini locali. La provincia di Viterbo vanta sei vini  Doc: l’ EST! EST!! EST!!!  di Montefiascone; l’ ALEATICO di Gradoli, ottenuto da uve rosse sulle pendici dei Monti Volsini; l’ORVIETO, prodotto nella Valle del Tevere; il COLLI ETRUSCHI VITERBESI; il VIGNANELLO, la cui zona di produzione sono i Monti Cimini; il TARQUINIA, da uve coltivate lungo la fascia costiera.

 Ma l’importante tradizione enologica del territorio si esprime anche nelle tre Igt: LAZIO, COLLI CIMINI, CIVITELLA D’AGLIANO.

Il logo collettivo Tuscia Viterbese istituito dalla Camera di Commercio di Viterbo darà impulso alla valorizzazione di questa ricchezza.

 

Nonostante i nomi li facciano riferire geograficamente a zone limitrofe la provincia di Viterbo, altri due ottimi vini DOC vengono prodotti nella zona. Si tratta dell’ORVIETO, prodotto a Castiglione in Teverina sui colli che delimitano la Valle del Tevere, e del CERVETERI, la cui zona di produzione si estende fino a Tarquinia. Il primo è presente anche nel tipo abboccato e raggiunge una gradazione minima dell’11,5%. Il secondo viene prodotto nei tipi bianco e rosso, e raggiunge anch’esso una gradazione minima dell’11,5%.

Altra zona di produzione vitivinicola è quella dei COLLI CIMINI, con vini bianchi e rossi di pregevole qualità tra cui eccelle il GRECO DOC, un raffinato vino bianco dal profumo delicato e persistente che raggiunge una gradazione di circa il 10%.

 

Vini Doc e Igt

  • Mottura Sergio. Vendita diretta da lun. a ven ore 8.00-12.30; 13.30-17.00 (sabato e domenica su prenotazione). Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.914533, Fax 0761.1810100, Email vini@motturasergio.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Cantina Stefanoni di Stefanoni Stefano e C. Snc. Vendita diretta e degustazioni ore 8.00-13.00; 16.00-19.00. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.827031, Fax 0761.825651, Cell. 339.2027343, Email info@cantinastefanoni.it  Lingue straniere: nessuna.
  • Lotti Vincenzo. Vendita diretta ore 9.00-13.00; 16.00-19.00. Degustazioni ore 16.00-19.00. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.451808, Fax 0761.451821, Cell. 328.6710288, Email cantinaterreetrusche@tiscali.it   Lingue straniere: inglese.
  • Cantina di Montefiascone Soc. Coop. Agricola. Vendita diretta e degustazioni tutti i giorni ore 8.00-13.00; 14.30-20.00 (anche festivi). Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.826148, Fax 0761.828290, Email estestest@tin.it  Lingue straniere: inglese e tedesco.
  • Antica Cantina Leonardi. Vendita diretta da lun.a ven. ore 8.00-13.00; 14.30-17.30 (sabato ore 8.00-13.00). Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.826028, Fax 0761.094019, Email info@cantinaleonardi.it  Lingue straniere: inglese.
  • Cassano Soc. Coop. Vendita diretta, degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.750118, Fax 0761.752860, Cell. 349.8429839 Palozzi Maria Teresa, Email info@agricolacassano.it  /  boccolinisandro@libero.it  Lingue straniere: nessuna.
  • Onofri Carla. Vendita diretta da merc. a sabato ore 9.00-13.00; 16.00-20.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.751302, Fax 0761.751302, Cell. 328.4661373  Antonozzi Lorenzo, Email carlavini@libero.it Lingue straniere: inglese.
  • Az. Agricola Occhipinti di Occhipinti Andrea. Vendita diretta, degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 06.33249347, Fax 06.36293124, Cell. 335.5789773, Email info@occhipintiagricola.it  Lingue straniere:inglese.
  • Cerenini Marco. Vendita diretta ore 9.00-12.00; 15.00-18.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Cell. 347.6702395 ( Cerenini Marco ) Cell. 348.8280264 (Tamiri A. Maria), Email cerenini.marco@tiscali.it  Lingue straniere: nessuna.
  • Az. Agricola del Sole. Vendita diretta da lun. a ven. ore 8.00-13.00; 14.30-18.00 (sab. 8.00-13.00). Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.572407, Fax 0761.572407, Cell. 333.3631173, Email info@aziendaagricoladelsole.it  Lingue straniere: inglese.
  • Az. Agric. Pacchiarotti Antonella. Vendita diretta, degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0763.797254, Fax 0763.797136, Cell. 339.2216719, Email info@apacchiarottivini.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Az. Agricola Piana dell'Orso di Uvini Eleonora. Vendita diretta da lun. a sab. ore 7.30-13; 17.00-20.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.823938 - 0761.827154, Email eleuvi@virgilio.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Tenuta Sant'Isidoro. Vendita diretta lun. ore 8.30-12.30; da mar. a sab. ore 8.30-12.30; 15.00-18.00 (16.00-19:30 estivo). Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0766.869716, Fax 0766.864154, Email info@santisidoro.net  Lingue straniere: inglese.
  • Az. Agric. Valentini Alberto. Vendita diretta ore 8.00-13.00; 14.00-16.00. Degustazioni sab. e dom. su prenotazione. Visite guidate su prenotazione . Contatti: Tel. 0761.342667, Fax 0761.342667, Cell. 335.7571420, Email info@agriturismovalentini.com  Lingue straniere: inglese.

 

 

 


L’OLIO D’OLIVA - Alimento insostituibile della dieta mediterranea. Nella Tuscia Viterbese, la filiera dell’olio d’oliva ha raggiunto un ottimo livello di organizzazione, infatti l’intero territorio provinciale è tra le realtà di maggiore pregio, in Italia, per la produzione dell’extra vergine e ha meritatamente ottenuto la nuova Dop Tuscia, mentre un’area di eccellenza della olivicoltura è stata già premiata con il riconoscimento della Dop Canino. Ed è proprio a Canino, in provincia di Viterbo, che l’olio extra vergine d’oliva trova una delle più antiche e pregevoli produzioni. La varietà CANINO, un’oliva piccola e a lenta maturazione, consente infatti di produrre un olio a bassissima acidità (al massimo dello 0,3% espressa in acido oleico), di colore verde, molto profumato e dal sapore spiccatamente saporito.

Il modo migliore per degustarlo è sulla bruschetta, nei fagioli all’olio o come condimento di carni e verdure.

 

Strada dell'olio dop di Canino è un itinerariio enogastronomico che comprende 8 comuni: Arlena di Castro, Canino, Cellere, Farnese, Ischia di Castro, Montalto di Castro, Tessennano e Tuscania ma anche importanti frantoi e produttori locali.

http://www.stradadelloliodopcanino.it/

 

Dop Canino. Vendita diretta presso:

  •  Azienda Agricola Cerrosughero di Laura De Parri. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Vendita diretta dal lun. al sab. ore 9.30-13.00. Contatti: Tel. 0761.439029, Fax. 0761.439029, Cell. 339.6792306, Email. info@cerrosughero.com   Lingue straniere: inglese e francese.
  • Frantoio Archibusacci F.& C. sas  di Filiberto Archibusacci & C. Vendita diretta e degustazioni dal lun. al sab. ore 8.30-12.30; 15.00-18.30. Domenica mattina aperto. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.437213, Fax. 0761.438728, Cell. 338.1928236 Archibusacci Simona, Email. gf@archibusacci.com  Lingue straniere: inglese.
  • Soc. Cooperativa Olivicola di Canino. Vendita diretta dal lun. al sab. ore 8.30-13.00; 14.30-18.30. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel 0761.438095, Fax 0761.433042, Cell. 335.6436436 Stocchi Luciano, Email. coopolivicolacanino@libero.it  Lingue straniere: interprete su richiesta.
  • Azienda Agricola La Poppetta di Alessandro Mezzabarba. Vendita diretta, degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.458368, Fax 0761.458368, Cell. 338.6335230 Mezzabarba Stefania, Email. azienda@oliomezzabarba.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Oleificio Sociale Cooperativo di Canino. Vendita diretta dal lun. al ven. ore 8.00-13.00; 15.00-18.00. Sabato ore 8.00-13.00. Degustazioni nei mesi di novembre e dicembre il sabato mattina. Visite guidate nei mesi novembre e dicembre tutti i giorni. Contatti: Tel. 0761.437089, Fax 0761.433041, Email. oscc@oscc.it  Lingue straniere: inglese.

Dop Tuscia. Vendita diretta presso:

  • L'Olivaia di Fabrizia Cusani. Vendita diretta e degustazioni presso il Frantoio Tuscus. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.600465, Fax 0761.460433, Cell. 338.3270750, Email. olivaia@rdn.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Frantoio Tuscus di Giampaolo Sodano.  Vendita diretta ore 9.00-13.00; 16.00-19.00. Sempre aperto dal 15/10 al 23/12, altrimenti chiuso il martedì e giovedì pomeriggio. Degustazioni e visite guidate durante l'orario del punto vendita. Contatti: Tel. 0761.477889, Fax 0761.460433, Cell. 335.8144796 Sodano Giampaolo, Email. frantoiotuscia@rdn.it   Lingue straniere: inglese e francese.
  • Società Agricola Sciuga. Vendita diretta, degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Fax 06.3332290, Cell. 335.6740756 Torzilli Annalisa, Email. info@oliodelmolino.it  Lingue straniere: inglese.
  • Frantoio F.lli Paolocci. Vendita diretta secondo il seguente orario: 9.00-13.00; 15.00-18.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.485248, Fax 0761.485248, Cell. 328.4451400 Fausto Paolocci, Email. frantoiopaolocci@alice.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Cooperativa Olivicoltori di Vetralla. Vendita diretta dal lun. al sabato ore 9.00-13.00; 15.00-19.00. Degustazioni e visite guidate nei mesi di novembre e dicembre (su prenotazione). Contatti: Tel. 0761.477044, Fax 0761.460783, Cell. 335.5485546   Paolo Ruggeri, Email. info@olivicoltori.com  Lingue straniere: inglese e francese.  
  • Frantoio Battaglini. Vendita diretta ore 9.00-13.00; 14.00-18.00 (in estate fino alle ore 20). Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.798847, Fax 0761.798847, Cell. 347.6012932  Andrea Battaglini, Email. oliodibolsena@frantoiobattaglini.it  Lingue straniere: inglese.
  • Oleificio sociale coop. agricolo. Vendita diretta il lun. merc. e ven. ore 9.00-13.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.443183, Fax 0761.443183, Cell. 328.0842691 Enrico Sili, Cell. 339.8579987  Patrizia Sensi, Email. tuscaniaoleificio@libero.it  Lingue straniere: inglese.
  • Soc. Cooperativa Oleificio Mosse. Vendita diretta e degustazioni dal mese di dicembre al mese di gennaio. Visite guidate su prenotazione. Conatti: Tel. 0761.824440, Fax 0761.824440, Cell. 347.0464645, Email. lemosse@libero.it  Lingue straniere: nessuna.
  • Azienda Agricola Cigo di Cimarello Luigi. Vendita diretta, degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.823606, Fax 0761.830163, Cell. 348.0169131, Email. oliocigo@libero.it  Lingue straniere: inglese e spagnolo.
  • Cooperativa Agricola Cesare Battisti. Vendita diretta ore 9.30-13.00; 15.30-19.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.461386, Fax 0761.461386, Cell. 348.1951018 Dolci Enrico, Email. ccbattisti@virgilio.it  Lingue straniere: inlgese, francese e spagnolo.
  • Società Agricola Colli Etruschi. Vendita diretta dal mese di ottobre al mese di dicembre. Degustazioni e visite guidate negli stessi mesi solo su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.470469, Fax 0761.470469, Email. info@collietruschi.it . Lingue straniere: inglese.                                                        

 


 


LE NOCCIOLE -  (dei Monti Cimini) - La coltivazione delle NOCCIOLE, che avviene interamente lungo le pendici dei Monti Cimini, interessa oltre quindicimila ettari. Il nocciolo è un albero (o un cespuglio) dal caratteristico frutto rotondeggiante col guscio liscio e legnoso, contenente un seme di mandorla dal gradito sapore e assai nutriente.

Utilizzata nell’industria dolciaria (per produrre cioccolato), la nocciola contiene al suo interno amido, proteine, grassi, zuccheri, potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro e vitamine A, B1 e C, che ne fanno un ottimo alimento per coloro che soffrono di carenze di alimenti minerali o vitaminici. Costituisce l’ingrediente principale in quasi tutti i dolci tipici del Viterbese ad iniziare dai saporitissimi “Tozzetti”.

 

 


 


LE CASTAGNE -  (dei Monti Cimini) - La produzione di CASTAGNE (marroni) ha sempre caratterizzato l’economia montana del Viterbese con un prodotto di qualità, da anni commercializzato in modo particolare sui mercati esteri.

Feste della castagna della Tuscia: ogni anno nel mese di ottobre, la Camera di Commercio di Viterbo e la Provincia di Viterbo propongono un itinerario che collega città, sapori, arte e tradizioni. Protagonisti della manifestazione sono i Comuni e le Proloco di Canepina, Caprarola, Carbognano, Latera, San Martino al Cimino, Soriano al Cimino e Vallerano, i quali presentano degustazioni guidate, stand enogastronomici, eventi folkloristici, musica e teatro.

Le nocciole e le castagna della provincia di Viterbo otterranno a breve il riconoscimento della Dop.

 


 


IL PESCE DEI LAGHI - Tra i pesci più pregiati che vivono nelle acque dei due laghi maggiori vi sono senz'altro la Tinca, il Persico e il Coregone. Anche se non gode di fama straordinaria la TINCA è un pesce dalla carne tenera e saporita. Del PERSICO sono eccezionali i delicatissimi “Filetti” che vengono preparati con ricette tipiche del luogo. Il COREGONE, diffusissimo nel lago di Bolsena, appartiene alla famiglia dei Salmoni dei quali conserva il sapore e la delicatezza. Infine per i buongustai, l’ANGUILLA di Bolsena che secondo Dante fu una delle cause del “peccato di gola” di Bonifacio VIII, il quale usava cucinarla affogata nella Vernaccia.

 

 


 


I FUNGHI - Due le principali specie di funghi mangerecci che crescono nel Viterbese. Oltre ai più famosi PORCINI, che si possono trovare un po’ dappertutto ma in particolare lungo le pendici dei Monti Cimini, un posto di primo piano occupano i prelibati FERLENGHI, così chiamati perché si trovano nei pressi dei cespugli di Ferule. I Ferlenghi, che hanno un sapore davvero eccezionale, crescono abbondanti nella zona di Tarquinia e Monteromano.

 

 

 

 


 


PATATA DELL'ALTO LAZIO - La patata dell’Alto Viterbese, già  inserita nell’elenco nazionale dei prodotti tipici, è un prodotto di ottima qualità, molto apprezzata sia a livello locale che su tutti i mercati italiani. E’ coltivata nella zona nord della provincia che confina con l’Umbria e la Toscana, a nord del Lago di Bolsena, e comprende per intero i comuni di Grotte di Castro, S.Lorenzo Nuovo, Gradoli, Latera, Bolsena, Onano, Acquapendente e Valentano. La patata dell’Alto Lazio, infatti, trova in questo territorio, ricco di naturali elementi nutritivi, le condizioni ideali di sviluppo, grazie alla sua naturale predilezione per i terreni sciolti d’origine vulcanica, permeabili, poveri di calcare e ricchi di potassio. Il prodotto è un tubero di forma e pezzatura regolare, ovale o allungata, con buccia liscia ed occhi superficiali. La parte edule consiste in una pasta gialla di colore chiaro, con notevole contenuto d’amido, di potassio e di vitamina C; in  alcune varietà la pasta può essere bianca o anche rosa. Le tecniche di coltivazione, inoltre, prevedono un uso minimo di fitofarmaci, il cui tenore deve risultare inferiore del 50% rispetto al livello dei residui massimi ammessi dalla vigente normativa. Tra gli infiniti modi di cucinare le patate, ricordiamo le utilizzazioni che se ne fanno ancora oggi nella nostra cucina tradizionale; prima fra tutte la cottura al forno, da sole o accompagnate da carni, pesci, funghi e verdure; come ingrediente delle varie zuppe; in umido nel tegame, da sole o accompagnate con carni varie; fritte “a tocchetti” o a fettine, in padella con i fiori di finocchio, dette “a porchetta” e infine, per la loro particolare consistenza, sono ideali per preparare gli gnocchi.

 

Patata dell'Alto Lazio. Vendita diretta presso: 

  • CCORAV - Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo Alto Viterbese. Vendita diretta e visite guidate ore 8.00-12.00; 14.00-17.00. Contatti: Tel. 0763.796117, Fax 0763.796017, Cell. 335.6764197, Email. ccorav@ccorav.it    vincenzo.rosati@ccorav.it Lingue straniere: nessuna.
  • Cooperativa Etruria. Vendita diretta ore 9.00-13.30. Visite guidate su prenotazione. Contatti Tel. 0763.798014, Fax. 0763.797090 - 0763.796050, Email. coop.etruria@tiscali.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • MA.DE.CO.  Vendita diretta ore 9.00-12.30; 15.00-17.00. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0763.797153 /  0763.797154, Fax 0763.796050, Email. okkma@tin.it   Lingue straniere: inglese e francese.

 

 


 


PRODOTTI CASEARI - Il comparto dei prodotti caseari della provincia di Viterbo vanta un’estesa varietà di tipologie di formaggi, in parte lascito di secolari tradizioni e in parte frutto di ricerche di prodotti innovativi al passo con i gusti e le mode dei consumatori.

Tra i prodotti caseari della Tuscia, i più tradizionali ed interessanti sono quelli prodotti con il latte di pecora, primo tra tutti il Pecorino Romano DOP, quello a forme giganti, detto “con la lacrima”, frutto della tradizione pastorale del nostro territorio che risale al tempo degli Etruschi, usato soprattutto per condire gli spaghetti a cacio e pepe o quelli alla carbonara, gli gnocchi di patate, la pasta casalinga fatta con acqua e farina (i lombrichelli), la polenta ed altri piatti ancora. 

Numerose sono le altre varietà di Pecorini Artigianali, sempre a base di latte di pecora, commercializzati in varie fasi di stagionatura e con caratteristiche diverse, comprese quelle oggi di moda (pecorino di fossa, di grotta, tartufato ecc.). Quello fresco è ottimo per fare crostini al forno con le alici, mentre quello non completamente stagionato è apprezzato dagli intenditori per essere gustato insieme con le fave fresche o con le pere.

Altro interessante prodotto a base di latte di pecora è la Ricotta di Pecora della Tuscia, dal sapore particolarmente delicato, decisamente più gradevole di quella a base di latte vaccino, da gustare al naturale, nella colazione del mattino sul pane tostato, oppure da utilizzare nei vari dolci tradizionali (ciambelline, ravioli di Carnevale, crostata).

Tra i formaggi prodotti con latte vaccino, tipici della provincia di Viterbo, troviamo la “caciotta dolce della Tuscia”, un formaggio da consumare fresco nel quale l’ingrediente principale è il latte di mucca pastorizzato, da solo, ma più spesso misto al latte di pecora. Quando si aggiunge anche il latte di pecora (max 20%), prende il nome di “caciotta mista”. Le forme si presentano di diametro variabile tra i 20 ed i 25 centimetri, l’altezza è sui 10 centimetri, le più utilizzate sono quelle da peso di 1,2 Kg. La pasta di questo formaggio, al taglio, è compatta, chiusa o con piccole e rare occhiature, il gusto è tendente al dolciastro e varia notevolmente a seconda della composizione e del periodo di stagionatura. La caciotta della Tuscia viene messa in commercio in varie tipologie che vanno da quella freschissima, di soli 4 giorni, a quella semistagionata, da 1 a 3 mesi, solo raramente viene stagionata più a lungo. La caciotta, nelle sue varie tipologie, è utilizzata soprattutto come formaggio da tavola, da sola o insieme con altri formaggi, inoltre quella fresca è da preferire al fiordilatte per preparare i crostini alle acciughe o al prosciutto, i toast caldi, il ripieno delle focacce e così via, nella forma semistagionata viene servita con le fave fresche o con le pere. Oggi questo formaggio viene prodotto anche arricchito con peperoncino, noci e tartufo.

 

Prodotti Caseari

  • 3A Formaggi di Adriani Giuseppe. Vendita diretta con il seguente orario: 8.00-13.00; 17.00-20.00 (in inverno 16.00-19.00). Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.445023, Fax 0761.445023, Cell. 347.1158601, Email. info@caseificioadriani.com Lingue parlate: inglese e francese.
  • Formaggi Chiodetti di Chiodetti Giovan Battista & C. sas. Vendita diretta da lun a sab 8.00-13:30; 15:30-17:30. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.540005, Fax 0761.090027, Cell. 335.1040742, Email. info@formaggichiodetti.it  Lingue straniere: inglese.
  • Azienda Agricola Monte Jugo di Ciambella Ferdinando. Vendita diretta dalle 8.00 alle 20.00. Degustazioni e visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.341310 - 0761.250610, Cell. 333.5858263 Ciambella  F. - Cell. 333.7241200 Ciambella A. Maria, Email aziendamontejugo@alice.it  Lingue straniere: inglese e francese.
  • Radicetti Girolamo & Antonio s.a.s. Vendita diretta dal lun. al sab. ore 9.00-13.00; 15.30-19.00 (chiuso il giovedì pomeriggio). Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.451787, Fax 0761.451787, Cell. 347.5015831 Radicetti Antonio - Cell. 349.0698128  Radicetti Girolamo, Email radicetti@alice.it  Lingue straniere: nessuna.
  • Fattoria Lucciano Società Agricola s.s. Vendita diretta su prenotazione con il seguente orario: 9.00-12.30; 15.30-19.00. Contatti: Tel. 0761.540464, Fax 0761.540464, Cell. 328.6482088, Email info@fattorialucciano.com  Lingue straniere: inglese.

 


 


CARNI BOVINE, OVINE E SUINE -  La “carne bovina maremmana” proviene dalla razza “Maremmana”, di antica origine, conosciuta fin dai tempi degli Etruschi e, probabilmente, derivante dai bovini grigi asiatici della Podolia.  Questi bovini  provengono da animali allevati ancora oggi in piena libertà fornendo loro un’alimentazione proveniente da produzioni agricole locali che non ricorrono ad organismi geneticamente modificati. La carne di bovino maremmano viene utilizzata in cucina per preparare piatti diversi a seconda del taglio e dell’età dell’animale. Moltissime sono, infatti, le preparazioni classiche adatte a questo tipo di carne, fra queste il “bollito misto” e le bistecche alla brace.

Le “carni ovine” provengono da greggi di esemplari di razza sarda “Comisana” e “Vissana” allevati allo stato brado su pascoli a seminativo. L’uso in cucina è generalmente concentrato nel periodo pasquale, anche se le ricette tradizionali a base di agnello sono numerose ed è possibile gustarle anche nel corso dell’anno come: il classico abbacchio arrosto con patate, l’abbacchio brodettato con carciofi, l’abbacchio alla cacciatora, le costolette d’abbacchio a “scottadito”, le costolette fritte dorate e, per finire, la caratteristica zuppa d’agnello alla viterbese detta “giubba e calzoni”.

 

Carni bovine, ovine e suine. 

  •  De Santis Pietro Romolo Gianfranco Soc. Agricola. Vendita diretta su prenotazione ore 8.00-13.00. Contatti: Tel. 0761.250517, Fax 0761.250517, Email. desantis.soc.agr@alice.it 

 

 

 


 


CARNI LAVORATE - Le “carni lavorate” provengono sia da suini e bovini, alimentati  prevalentemente con foraggio fresco, sia da razze "affini" alle classiche allevate, quali cinghiali e bufali. Si tratta di prodotti tradizionali e tipici presenti da lunga data nel territorio, frutto di elaborazioni artigianali che possono mostrare varianti importanti anche a distanza di pochi chilometri.

Il Capocollo o Lonza della Tuscia è un salume tipico che presenta la superficie di taglio variegata, nella quale si alternano parti di carne magra e strisce di grasso; in ciò si differenzia dal lombetto perché quest’ultimo presenta, invece, la superficie di taglio completamente magra. Questo insaccato di maiale, insieme con altri prodotti similari, in passato veniva utilizzato prevalentemente nel periodo pasquale, quando era al punto giusto di maturazione e veniva gustato insieme con la pizza di Pasqua, specialmente nella scampagnata del Lunedì di Pasquetta. Nella ristorazione tradizionale è presente ancora oggi nel classico antipasto cosiddetto “all’italiana”.

La Coppa di Testa della Tuscia è un insaccato ricavato dalla testa del maiale che, da molti anni, anche le industrie del settore che operano nel nostro territorio producono regolarmente. Si tratta di un insaccato cotto, di forma varia a seconda del produttore, prevalentemente a parallelepipedo; il componente principale è la testa del maiale, compresi i muscoli, il grasso della guancia, le cotenne, le cartilagini delle orecchie e la lingua; il tutto condito con sale, pepe, aglio, buccia d’arancio, pistacchi, pinoli e altre spezie a piacere. La coppa di testa, il cui uso locale è ancora oggi molto diffuso, va consumata fresca, tagliata a fettine sottili, come un comune insaccato nel piatto dei salumi, nel classico “panino imbottito”, oppure condita con una salsa verde.

Il Guanciale della Tuscia è di un prodotto derivato dalla lavorazione dei muscoli della guancia del maiale, compresa la cotenna, simile per struttura alla pancetta, ma, rispetto a questa, molto più magro e più saporito; viene condito e stagionato per essere utilizzato soprattutto come condimento per alcune preparazioni tradizionali della cucina casareccia. In cucina, il suo uso è ancora oggi riservato prevalentemente alla preparazione dei soffritti, possiamo dire di quelli più raffinati, con i quali si realizzano piatti di carne al tegame (specie cacciagione), sughi per paste asciutte, la più caratteristica delle quali è quella detta “alla gricia”, trasformatasi poi, con l’avvento del pomodoro, in pasta “all’amatriciana”.

Il Lombetto o Lonzino della Tuscia si riconosce facilmente poiché presenta la superficie di taglio completamente magra; si può dire che, fra i prodotti derivati dal maiale, è quello che contiene, in percentuale, la più bassa quantità di grassi. Questo insaccato di maiale, proprio in virtù del basso contenuto di grasso, può essere utilizzato nelle pizze e può entrare a far parte dell’insieme dei prodotti compresi nel cosiddetto “antipasto all’italiana”. Nell’uso casalingo è ancora oggi consumato in varie occasioni, compresi gli spuntini fuori pasto o nei “panini imbottiti”, mentre in passato veniva utilizzato soprattutto nel periodo pasquale, quando era al punto giusto di maturazione e veniva gustato insieme con le pizze di Pasqua al formaggio nella merenda del Lunedì di Pasquetta.

La Porchetta arrotolata della Tuscia è un maiale intero cotto al forno e, come tale, viene messo in commercio e venduto a taglio. Il maiale utilizzato nel prodotto artigianale viene spesso allevato allo stato brado: un particolare, questo, che incide in maniera determinata sul sapore e sulla consistenza della carne. La cottura avviene nel forno a legna e dura dalle 6 alle 8 ore, a seconda del peso del maiale. La porchetta va preferibilmente consumata tiepida, quindi entro poco tempo dalla preparazione, ma non riscaldata successivamente, comunque, è ben accetta anche quando viene consumata fredda. La porchetta della Tuscia è particolarmente gustosa e differisce dalla più nota porchetta di Ariccia per il suo aroma particolare dovuto alla presenza sia del finocchio selvatico fresco, che dei fiori di finocchio seccati. Per poterla commercializzare più agevolmente, da qualche anno le industrie locali del settore producono un tipo di porchetta, detta “arrotolata”, confezionata in forma cilindrica in modo da poter essere tagliata a fette, opportunamente disossata e condita allo stesso modo di quella fresca, utilizzando soltanto il lombo e la pancetta del suino.

Il Prosciutto della Tuscia di antica tradizione artigianale, è composto dalla coscia del suino allevato allo stato brado nei boschi del nostro territorio montano e dell’entroterra maremmano. Questo prodotto di tradizione ultracentenaria viene utilizzato in gastronomia come qualsiasi altro prosciutto, per cui lo troviamo nell’antipasto di salumi all’italiana o nella combinazione estiva con il melone, nel panino sbrigativo o nel toast caldo, nella guarnizione di vari tipi di pizza o come ingrediente in piatti e salse di ogni genere.

Il Salame cotto della Tuscia è un salame cotto e non sottoposto a stagionatura, morbido al tatto, insaccato in un involucro naturale di origine suina o bovina, del peso intorno ad un chilogrammo, legato a mano con imbracatura a due fili per tutta la lunghezza. Al taglio si presenta di colore rosa pallido con occhiature di grasso di gola suina e chicchi di pepe nero. Il sapore, delicato, con lievi sentori di pepe macinato, è quello tipico della carne di suino cotta.

La Susianella di Viterbo è un insaccato crudo con diametro simile a quello della salsiccia , ma della lunghezza di 40 – 50 centimetri. Per la sua preparazione si utilizza il fegato di maiale, la corata di maiale (cuore, reni, pancreas, lingua), il grasso e qualche ritaglio di parti magre del maiale, senza alcuna aggiunta di conservanti. Questo insaccato può considerarsi, come si usa dire oggi, un “prodotto di nicchia”, poiché la sua produzione, limitata al comune di Viterbo, è esclusivamente a carattere artigianale, dal momento che va consumato fresco dopo una breve stagionatura.

 

 

 


 


CONIGLIO VERDE LEPRINO DI VITERBO - Le caratteristiche della carne del “Coniglio Verde Leprino di Viterbo” sono dovute essenzialmente a due fattori: l’appartenenza degli  animali alla razza “Leprino di Viterbo”, appositamente selezionata per iniziativa della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, e le modalità di allevamento.
Questo tipo di coniglio è allevato all’aperto, così da ottimizzare le condizioni sanitarie ed eliminare l’inalazione di odori sgradevoli che si vanno a fissare nelle carni. Gli animali sono alimentati con mangimi bilanciati non medicati o con fieni o foraggi freschi, inoltre l’allevamento non prevede l’uso di medicinali e al manifestarsi di qualsiasi sintomo di patologia gli animali sono abbattuti.
Le carni sono considerate di particolare pregio in quanto ricche dal punto di vista proteico e a basso contenuto lipidico. Tra le prelibatezze culinarie della Tuscia Viterbese  a base di coniglio, è possibile gustare il classico “salmì”, da spalmare caldo sui crostoni di pane bruscato, il il “coniglio a porchetta”, il coniglio “ripieno con patate” o “ in umido alla viterbese”  o ancora cucinato nei modi più classici, come il  “coniglio al forno con patate”, il “coniglio brodettato” o il “coniglio alla cacciatora”. 

 

Coniglio verde leprino di Viterbo.

  • Consorzio Coniglio Verde Leprino di Viterbo.   Visite guidate su prenotazione. Contatti: Mariani 347.3331011, Orlando Telli 347.4425374 - 320.4363597, Email. giorgiomaria99@tin.it  Lingue straniere: inglese, francese e spagnolo.

 

 

 


 


CAVOLFIORE BIANCO E CAVOLO BROCCOLO ROMANESCO -  Il “Cavolfiore Bianco” (Brassica oleracea, varietà botrytis L.) ed il  “Cavolo Broccolo Romanesco” (Brassica oleracea, varietà italica) della Tuscia Viterbese, sono coltivati in vaste estensioni presso alcune aziende agricole di spicco della provincia di Viterbo, sia nella zona costiera che nell’entroterra. Possono essere annoverati tra i prodotti ortofrutticoli di eccellenza della Tuscia sia perché conosciuti e consumati in queste zone  già dagli antichi romani, che per le favorevoli condizioni climatiche e l’abilità professionale dei produttori, che rendono questo prodotto molto ricercato per le note proprietà salutistiche. Entrambi si possono consumare sia crudi, conditi con olio sale e limone, che cotti nei modi più svariati; nella tradizione locale sono annoverate molte ricette tipiche della zona, tra cui: i “broccoli strascinati”, ovvero ripassati in padella con aglio, olio e pepe, i “broccoli fritti pastellati”, piatto tipico della Vigilia di Natale, le  “frittelle di broccoli” ed un’ampia varietà di zuppe e minestre dal sapore forte e deciso. 

 

 


 


MIELE E PRODOTTI APISTICI- L’integrità ecologica di vaste porzioni di territorio e la varietà degli habitat e dei paesaggi agro-forestali presenti nella provincia di Viterbo, che spaziano dalla macchia mediterranea del litorale fino a raggiungere i mille metri dei Monti Cimini, sono i punti di forza dei mieli della Tuscia, che possono vantare, a fronte di una vasta gamma di provenienze floreali, elevate qualità organolettiche ed una sicurezza alimentare comparabili solamente con i migliori mieli nazionali.
Possiamo trovare diverse tipologie di miele: il “miele monoflora”, prodotto da fiori della stessa specie, il “miele millefiori” ottenuto da una miscela di nettari di diversa flora o di diverso ambiente ed il miele di bosco detto anche “miele di melata”, di colore scuro con sapore forte e penetrante. Il miele è, tradizionalmente, utilizzato per la preparazione di svariati dolci, tra cui il torrone, i biscotti tradizionali ed  il panpepato, dolce tipico natalizio.

 

Miele e prodotti apistici

  •  Tusciapi di Dario Porcelli. Vendita diretta e degustazioni ore 9.00-18.00. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Tel. 0761.288843, Fax 0761.288558, Cell. 340.2759130, Email. tusciapi@libero.it  Lingue straniere: inglese.
  • Podere Bianca Maria di Brignone Deborah. Visite guidate su prenotazione. Contatti: Cell. 335.5226669, Email. deborah.brignone@virgilio.it  Lingue straniere: inglese e francese.

 

 

 


 


LA CILIEGIA DELLA TUSCIA - La coltivazione professionale del ciliegio (Prunus avium L.) nel viterbese si estende per circa 80 ettari con elevata concentrazione nei territori del comune di Celleno, delle frazioni di Roccalvecce e San Angelo ed in alcune zone del comprensorio dei Monti Cimini. La provincia di Viterbo contribuisce per oltre il 25% alla produzione regionale del ciliegio, nonostante l'estensione della superficie provinciale destinata a tale coltura rappresenti nel Lazio solo il 9 %. La coltivazione nel viterbese si sviluppa prevalentemente in zone collinari, caratterizzate da scorci paesaggistici di notevole impatto estetico. La tradizione secolare del ciliegio in alcune località del viterbese (Celleno, Roccalvecce e San Angelo) è stata pubblicamente riconosciuta dal Ministero delle Politiche e Forestali, iscrivendo il prodotto proveniente da quelle zone all'elenco nazionale dei Prodotti Tipici Tradizionali, con la denominazione "Ciliegia di Celleno". Tra l'altro in suddette zone, dove si svolge una conduzione degli allevamenti di ciliegio ancora di tipo tradizionale, con scarso uso di prodotti di sintesi e di meccanizzazione, si riscontra un vivace interesse da parte delle comunità locali nel valorizzare le proprie produzioni costituite ancora da una ricca gamma varietale. Le ciliegie possono essere consumate fresche o possono essere impiegate per la preparazione di  confetture, gelatine, ed altre preparazioni.

 

 


  


PASTICCERIA E PRODOTTI DA FORNO -  I prodotti delle pasticcerie e dei forni della Tuscia Viterbese rappresentano sicuramente un’espressione secolare delle feste e ricorrenze religiose, in quanto proprio in queste occasioni si mangiavano cibi più elaborati e ghiotti

    Il pane. Il più interessante è il tradizionale “pane bianco casareccio”: non salato, a mollica compatta, fatto con il lievito naturale, di produzione strettamente artigianale che troviamo sotto forma di grosse pagnotte. E’ un pane fragrante, quando è fresco, ma utilizzabile anche per una settimana, soprattutto per le zuppe, la panzanella e la bruschetta. C’è però nella nostra provincia, un pane ancora più caratteristico: il “pane giallo di Monteromano”, che si differenzia rispetto al pane comune perché è prodotto con lievito naturale e farina (semola) di grano duro, per cui la mollica presenta una maggiore compattezza ed umidità, un sapore caratteristico ed un colore tendente al giallo scuro.

I dolci.  Per quanto riguarda i dolci, bisogna prendere in considerazione soprattutto quelli tipici delle festività. La “ciambella all’anice della Tuscia”  è un biscotto (perché spesso viene cotto due volte) di forma circolare con il buco al centro, del diametro di circa 25-30 cm, il cui peso può raggiungere anche 1 Kg e che, in passato, veniva consumata nei vari paesi della Tuscia in occasione della celebrazione del Santo Patrono o per la festa di S. Antonio. Le ciambelle sono aromatizzate con semi di anice, limone, vino di produzione locale ed, a volte, con piccole quantità di liquori. Possono essere consumate come un qualunque biscotto, senza alcuna aggiunta, ma spesso vengono tagliate a fettine e utilizzate come dessert di fine pasto, ricoperte con una crema di vario tipo o inzuppate in un vino dolce da dessert. Nella Tuscia si usano prevalentemente nella colazione del mattino, inzuppate nel latte o nella cioccolata calda. Il “pane del Vescovo” è un dolce a forma di classica torta rotonda, nella sua pasta sono presenti le nocciole dei Cimini, l’uva passa ed il cioccolato fondente. In passato, faceva parte del gruppo dei vari pani dolci che abitualmente venivano consumati durante le festività, in questo caso quelle natalizie, come i tanti pani dolci della tradizione gastronomica italiana (pangiallo, panforte, panpepato, pandoro, panettone, panrozzo, etc.). Il suo uso, secondo quanto tramandato oralmente, risale ad alcuni secoli addietro, ed il suo nome deriva dal fatto che di questo pane, soprattutto nei comuni di Blera, Vejano, Villa San Giovanni in Tuscia e del circondario, si usava fare omaggio per Natale al Vescovo del luogo. Il “Pan Giallo della Tuscia” è un dolce tipicamente natalizio di area laziale, i suoi componenti principali sono: le nocciole dei Monti Cimini, le noci, le mandorle, l’uvetta sultanina, i pinoli, la noce moscata, la farina di grano tenero, alcuni canditi (buccia d’arancio e di cedro), la cannella, lo zucchero, le uova, il cioccolato, il rhum e il nostro olio extravergine d’oliva. Solitamente è confezionato a forma di piccolo pane rotondo, che si distingue dagli altri “pani dolci” della tradizione natalizia, oltre che per la forma e gli ingredienti, anche per la presenza dello zafferano, che gli conferisce il caratteristico colore giallo, dal quale deriva il suo nome. Altro dolce di lunga tradizione viterbese è la “Pizza di Pasqua della Tuscia” che si consuma tradizionalmente, quasi esclusivamente, in occasione delle feste pasquali. Nell’aspetto è simile al panettone, ma ha un cappello a forma di fungo e viene aromatizzata con liquori da dolci, vanillina e cannella. Attualmente è prodotta in due diverse tipologie, “dolce” ed “al formaggio”. Quest’ultima si differenzia dalla prima perché, fra gli ingredienti, viene aggiunto il formaggio pecorino, che le conferisce un caratteristico sapore di torta salata, per cui viene consumata, preferibilmente insieme ai salumi tradizionali quali il capocollo ed il lombetto, durante la gita del lunedì di Pasqua. Infine vi sono i “Tozzetti alle Nocciole”, pasticcini (biscotti) secchi che si differenziano da altri biscotti di forma identica, per la presenza al loro interno delle nocciole dei Cimini. Questi gustosissimi biscotti si possono consumare nelle occasioni più varie: da soli o con altri pasticcini, come nel tè del pomeriggio, per la colazione del mattino, nella merenda dei bambini e soprattutto a fine pasto, preferibilmente inzuppati in un vino da dessert come il nostro Aleatico di Gradoli

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