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Denominazione
Tipologia
Comune

MACCHINA DI SANTA ROSA

Periodo di svolgimento: dal 02/09/2017 al 03/09/2017

MACCHINA DI SANTA ROSA – Viterbo

3 settembre


Il trasporto della Macchina di Santa Rosa è la festa viterbese dedicata alla patrona della città, vissuta nel XIII secolo.

 

La Macchina consiste in una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata in metalli leggeri e in materiali moderni quali la vetroresina, alta circa trenta metri e pesante cinque tonnellate che la sera del 3 settembre viene sollevata e portata a spalla da un centinaio di robusti uomini detti "Facchini" lungo un percorso di poco più di un chilometro articolato in vie e piazze del centro cittadino, tra ali di folla. Le origini della Macchina risalgono agli anni successivi al 1258, quando, per ricordare la traslazione del corpo di S. Rosa dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato, avvenuta il 4 settembre per volere del papa Alessandro IV, si volle ripetere quella processione trasportando un'immagine della Santa illuminata su un baldacchino, che assunse nei secoli dimensioni sempre più colossali.

Il modello attuale (dal 2015) si chiama “Gloria“.


Il 3 settembre è una giornata tutta particolare per i viterbesi (ma anche per la moltitudine di turisti incuriositi che la manifestazione attira in massa ogni anno, in numero sempre maggiore), molti dei quali scendono in strada fin dalla mattina, ma lo è ancora di più per i facchini, gli “eroi per un giorno” che dal 1978 sono riuniti in sodalizio e si fregiano del titolo di Cavalieri di S. Rosa e che trasportano da sempre le varie “macchine”.
Dopo il pranzo i facchini, vestiti nella tradizionale divisa bianca con fascia rossa alla vita (il bianco simboleggia la purezza di spirito della patrona, il rosso i cardinali che nel 1258 traslarono il suo corpo), si recano in Comune dove ricevono i saluti delle autorità cittadine, poi vanno in visita a sette chiese del centro, infine in ritiro al convento dei cappuccini, dove il capofacchino impartisce loro le ultime indicazioni sul trasporto.

 

Verso le 20, i Facchini preceduti da una banda musicale che intona il loro inno, partendo dal Santuario di Santa Rosa percorrono a ritroso il tragitto della Macchina, acclamati dalla folla, fino a raggiungere la Chiesa di S. Sisto, presso Porta Romana, accanto alla “mossa“ (il punto da dove parte il trasporto della Macchina di Santa Rosa e dove viene assemblata nei giorni precedenti il trasporto). Qui viene impartita loro dal vescovo la cosiddetta benedizione in articulo mortis, che religiosamente prepara i facchini ai sacrifici che dovranno affrontare eroicamente per traslare con la sola forza fisica e la fede l’immane peso della “Macchina di Santa Rosa” per oltre un chilometro.

 

I facchini si dividono in varie categorie in funzione della posizione che hanno e dei compiti che svolgono, ad esempio i “ciuffi“ (dal caratteristico nome del copricapo in cuoio che protegge la nuca agli uomini posizionati nelle nove file interne direttamente sotto la macchina), le “spallette“ e le “stanghette“ (i facchini occupanti le file esterne, rispettivamente laterali e anteriori e posteriori), vanno a prendere posto sotto le travi alla base della Macchina ed ai fatidici ordini del capofacchino “Sotto col ciuffo e fermi!”, “Sollevate e fermi !” e quindi “Per Santa Rosa, avanti!” iniziano il difficile percorso.

Dopo cinque soste (nel 2017 saranno 7 soste), i facchini devono compiere il grande sforzo finale, percorrere una ripida via in salita che conduce al Santuario. Viene effettuata quasi a passo di corsa, con l’aiuto di corde anteriori in aggiunta e di travi dette “leve“ che spingono posteriormente.

 

Quando la gigantesca torcia splendente è posata sui cavalletti di sostegno è stato compiuto un altro trasporto ed è il trionfo di un’intera Città di Viterbo. I volti dei facchini fino ad allora tesi e angosciati per la fatica del loro atto di devozione diventano sorridenti e commossi per la felicità. La Macchina di Santa Rosa rimane esposta per alcuni giorni successivi al 3 settembre, mentre l’urna dove è custodito il corpo della Patrona è visitata da migliaia di fedeli.

 

2 settembre

Tutti gli anni il 2 Settembre si svolge il tradizionale Corteo Storico a Viterbo. Il Corteo rende omaggio,come solenne cerimonia,alla patrona di Viterbo Santa Rosa. Il corteo storico 2014 parte dalla cattedrale di Santa Rosa alle ore 17,30.


Sono circa 300 i figuranti che indossano sontuosi abiti medievali e rinascimentali tipicidelle cariche civili,militari ed ecclesiastiche più importanti della vita del Comune.
Alcuni personaggi assumono significati simbolici,come ad esempio i boccioli di Santa Rosa,i bambini che stanno a rappresentare il collegamento ideale che ancora oggi esiste tra la popolazione viterbese e la Santa.

Ci sono poi gruppi di ragazze chiamate “rosine” vestite con il classico saio grigio-viola delle suore clarisse,che portano cesti di rose e candele da donare alla Santa.

Sono queste ultime che sfilando alternate ai figuranti del corteo separano i costumi dei diversi secoli.


Il Corteo Storico di Viterbo è seguito da una rappresentanza dei facchini di Santa Rosache portano a spalla un prezioso reliquario contenente il Cuore di Santa Rosa.

La preziosa teca dorata durante l’anno è custodita nella chiesa di Santa Rosa accanto all’urna che contiene il corpo della Santa. 

 

L’imponente organizzazione che opera alle spalle di questa manifestazione si compone di numerosi artigiani che si occupano della manifattura degli accessori e degli abiti e della realizzazione delle acconciature per riprodurre fedelmente ogni particolare.

Estremamente precisa la ricerca dei tessuti adatti e la realizzazione delle armi, delle corazze e delle armature preparate con gli antichi metodi di produzione. Con il trascorrere degli anni, il corteo si è arricchito, con l'aggiunta di altri personaggi rappresentanti i vari secoli, fino al 1700.

 

 

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