

La presenza dei due complessi vulcanici del Lago di Bolsena e del Lago di Vico, e più a sud quello del Lago di Bracciano, fanno della Tuscia Viterbese una zona ricchissima di sorgenti di acque termali. Un patrimonio noto fin dall’antichità, da quando, nel I sec. a.C., il console Cassio Longino Ravilla unì con un’unica strada ben 14 stabilimenti termali costruiti a seguito della conquista romana dell’Etruria meridionale. Il comprensorio termale di Viterbo è sicuramente uno dei più importanti in Italia. Già note all’epoca di papa Gregorio IX (1235) che si recò a Viterbo per curarsi il “male della pietra”, le terme di Viterbo sono addirittura più volte citate nella Divina Commedia di Dante. L’effetto curativo delle acque piacque tanto al pontefice Niccolo V, fondatore della Biblioteca Vaticana, che ordinò la costruzione di uno splendido palazzo per potervi comodamente soggiornare. Da allora il complesso ha assunto il nome di “TERME DEI PAPI”. L’attrattiva principale delle terme viterbesi è costituita attualmente dalle acque e dai fanghi. Rimedi naturali ed efficacissimi per la cura e la prevenzione delle affezioni croniche dell’apparato respiratorio, di quello osteo-articolare, per le malattie della pelle o, più semplicemente, per piacevoli e rilassanti trattamenti estetici.
Altre sorgenti termali si trovano ad ORTE e a MUSIGNANO (Canino). A Viterbo sono altresì presenti le terme note come “Salus”.